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Lettera al direttore del “ Corriere del Mezzogiorno” PDF Stampa E-mail
Ischia  tra  Grande Riforma e Fondazioni
Caro Direttore,
lo letto l’ intervento di Franco Iacono ( Insisto: anche a Ischia serve una Fondazione per rilanciare l’ isola)  apparso sul “ Corriere del Mezzogiorno” di mercoledì 3 giugno  e – come sempre – trovo gli interventi di Franco Iacono  molto stimolanti  ed ho sincera nostalgia  - almeno per il gusto della polemica contenutistica  -  per   quel periodo  di circa vent’ anni fa  in cui Franco Iacono occupava importanti cariche pubbliche. Con quella classe  politica almeno ti potevi confrontare, potevi fare polemica sui problemi. Oggi sull’ isola d’ Ischia c’è una desertificazione politica aggravata da una assoluta inadeguatezza istituzionale. La situazione è per fortuna similare ad altri comprensori del napoletano e della stessa Città di Napoli. La proposta di “ Fondazioni” cioè di associazioni private  che si sostituiscono alla carenza delle Istituzioni  ( Regione, Provincia, Comuni) che nascono a Capri e Sorrento per sostenere lo sviluppo economico non è una prova evidente di una inadeguatezza istituzionale, di “ sostituire” le inefficienti amministrazioni pubbliche ?
Nel caso dell’ isola d’ Ischia l’ inadeguatezza istituzionale  cioè 6 Comuni per un territorio di 46Km. che ha raggiunto uno sviluppo economico e sociale “ ipermaturo” con 3200 imprese iscritte alla Camera di Commercio, 13 mila lavoratori iscritti al Centro per l’ Impiego, 40 mila posti-letto negli esercizi alberghieri ed extralberghieri, è ancora più evidente perché viviamo un periodo di recessione economica e non di espansione, di riconversione dei mercati turistici, di cambiamenti di costumi di vita sul modo di fare vacanza.
Anche ad Ischia ci abbiamo provato a fare una “ Fondazione” come propone Franco Iacono, lo scorso anno,  partendo proprio dalla provocazione di Franco Iacono sul “ Corriere del Mezzogiorno” e dal lungo dibattito che ne seguì ( circa 30 interventi fra i quali anche il mio e fra i quali c’ era quello di un sol sindaco, quello di Forio, e non ci furono quelli dei presidenti della Federalberghi, dell’ Ascom, dell’ Unione Industriali). Impiegammo  circa tre mesi – da agosto ad ottobre – per stilare un “ manifesto” che le allego se vuole pubblicarlo e nominammo anche un Consiglio Direttivo. Naturalmente  l’ Associazione “ IschiaFelix” – questo il nome scelto e che presentammo il 21 ottobre 2008 all’ Hotel Continental di Ischia -  non è decollata e non credo che decollerà. Perché ? Credo che la ragione vada ricercata in una acuta osservazione del prof.  –
Sergio Marotta, ordinario di sociologia giuridica all’ Università Suor Orsola Benincasa,  che commentando sulll’ inserto economico del “ Corriere del Mezzogiorno” l’ ultimo libro di Sergio Zoppi intitolato “ Una nuova classe dirigente. Insegnamenti e scelte da Nitti a De Gasperi” riporta un giudizio dell’ economista Giulio Sapelli sulle “ classi dirigenti del Mezzogiorno” e rileva che “ uno dei problemi principali del nostro Paese è quello della scarsa propensione delle classi dominanti economiche a diventare classi dirigenti generali. Ciò ha determinato un ruolo sostitutivo, di supplenza delle classi politiche”. Nel 1997 – lo ricordò anche il prof. Amato Lamberti  nel suo intervento sul “ Corriere” lo scorso anno -  proponemmo il Patto Territoriale e costituimmo anche una società di sviluppo economico ma il tutto finì nel “ libro dei sogni” perché non trovammo una classe dirigente “ generale” disposta ad avviare una nuova politica di sviluppo locale cioè – sia detto chiaramente – i “ capitali privati” per nuovi ma più rischiosi interventi come il recupero del fatiscente complesso termale del Pio Monte della Misericordia a Casamicciola oggi ridotto in orribile rovina   con i giardini trasformati in parcheggi per un rozzo mercato ambulante che non si trova più nemmeno nei Paesi del Terzo Mondo.
Se così stanno le cose verseremo  fiumi di inchiostro ma non andremo oltre un amaro “ cahier des doléances”. Da 8 anni esiste una “ Associazione per il Comune Unico dell’ isola d’ Ischia” che ha chiesto un referendum consultivo alla Regione Campania per un unico Comune per l’ isola tenendo conto che la prima proposta di legge regionale fu presentata nel 1987 dall’ allora consigliere regionale e sindaco d’ Ischia, Enzo Mazzella, poi circa 10 anni fa  ci furono due  proposte  di leggi regionali  per il Comune Unico per iniziativa dei consigli comunali e per sottoscrizione popolare senza arrivare alla meta. Ci fu anche una iniziativa di legge regionale ad iniziativa dei sei Comuni per l’ approvazione del Piano Urbanistico Territoriale  la cui redazione fu affidata allo studio Ferrara di Firenze ed anche in questo caso alcun risultato.  
Credo che la riforma istituzionale dell’ isola d’ Ischia debba essere inquadrata nella Grande Riforma istituzionale della Repubblica. Anche della Grande Riforma istituzionale si parla da almeno trent’ anni. Da 38 anni si discute della soppressione della Provincia, da almeno 30 anni si discute del Bicameralismo perfetto o dell’ abolizione del Senato, da quaranta anni si propone una Repubblica Presidenziale sul modello francese della V Repubblica proposta da Calamandrei fin dal 1946 nella Commissione dei 75. Eppure falliscono tutte le Bicamerali ed il prof. Sartori predica nel deserto tanto che parla di “ sultanato” italiano.
Credo che il punto autentico è che non possiamo lottare per il Comune Unico con questa Regione Campania  diventata soltanto un grosso Municipio o una grossa Banca.

La riforma istituzionale dell’ isola d’ Ischia si inserisce in questo ragionamento complessivo. Dobbiamo sentirci legati al Continente non solo separati come ci ammoniva il prof. Vincenzo Mennella, e la nostra piccola-grande riforma per il Comune Unico non si farà senza la Grande Riforma dello Stato.
Un’ ultima osservazione desidero fare .  La riunione dei sei Comuni dell’ isola d’ Ischia nel 1938 – sedicesimo anno della  era fascista non fu mai approvata dal Parlamento ma soltanto con un Regio Decreto, su proposta del “ Capo del Governo, Primo Ministro, Ministro Segretario di Stato per gli affari dell’ interno Cav. Benito Mussolini”, n. 1648 del 25 agosto così come  la Ricostituzione dei sei Comuni fu approvata con “ Decreto Legislativo Luogotenenziale” n. 556 del 21 agosto 1945 su proposta del “ Presidente del Consiglio dei Ministri, Primo Ministro Segretario di Stato, Ministro degli Interni” Ferruccio Parri. I due provvedimenti cioè non sono mai passati per una assemblea  legislativa.
Conclusioni : è mia opinione che senza una legge-quadro nazionale per l’ accorpamento dei “ Comuni-polvere” con specifico riferimento alle isole minori italiane  la Regione Campania con il suo Consiglio e la sua Giunta non approverà una legge di unificazione amministrativa dell’ isola d’ Ischia  e quindi non abbiamo alternative ad una “ rivitalizzazione partecipativa” dei nostri sei Comuni con una migliore e più matura classe politica nel tempo breve perché” nel tempo lungo saremo tutti morti” come saggiamente ammoniva Lord Keynes.

Casamicciola Terme, 3 giugno 2009

Giuseppe Mazzella
Giornalista, già Presidente del Centro  Studi su l’ Isola d’ Ischia, già Presidente della società di sviluppo economico “ Therme di Casamicciola”, direttore del Centro per l’ Impiego di Ischia.