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Da Gianni Vuoso al giornalista Giuseppe Mazzalla Caro compagno canoista, Casamicciola ha bisogno di una nuova classe dirigente della politica e dell economia. Secondo me, ne hanno bisogno Casamicciola e gli altri comuni dellisola. Questa sacrosanta indicazione va però, necessariamente, coniugata con quanto riprendi dalla stampa nazionale: Bastava fare la manutenzione titola a tutta pagina ledizione napoletana di la Repubblica di giovedì 12 novembre 09 ed il sommario dice che gli alvei ostruiti a Casamicciola, le ragioni di una catastrofe ed ancora il prof. Ugo Leone, ordinario di scienze ambientali alla Federico II, afferma nell editoriale di apertura che se qualcuno ha parlato di calamità naturale e di imprevedibilità dell evento non cè niente di più falso. Sono felice di essere confortato da personaggi illustri che confermano la mia denuncia contenuta nel comunicato redatto per conto del PMLI: ..Quanto accaduto a Casamicciola Terme è essenzialmente il risultato di una politica di gravissime inadempienze, di omissioni inaudite, che pur da decenni, vengono denunciate sullisola dIschia. LOrganizzazione di Ischia del PMLI, mentre si associa al profondo dolore della famiglia De Felice, per la scomparsa della giovane Anna, ritiene che ancora una volta la morte non arriva per calamità naturale o, come si vuol far credere, per un cambiamento climatico; ancora una volta, la calamità vera sono i politicanti di ieri e di oggi, di centrodestra e di centrosinistra, a livello locale, regionale e nazionale, quegli stessi che avrebbero dovuto fare e non hanno voluto, che avrebbero dovuto investire nella tutela del territorio e delle persone, ma hanno invece preferito sperperare altrove e sono quindi, da condannare come responsabili e colpevoli, assassini e criminali.
Ora, in concreto, penso che: Non è possibile disporre di una nuova classe dirigente se non ci sbarazziamo di questa vecchia, in particolare, se questa vecchia non viene clamorosamente cacciata via e punita. Ci sono accuse precise perché le inadempienze sono palesi. Pertanto, è indispensabile vedere in galera chi ha sbagliato. Da qui nascerà la necessità di una nuova classe dirigente. La punizione dei vecchi dirigenti responsabili convincerà i nuovi ad agire in modo diverso. Prima di scegliere nuovi volti, bisogna convincere le masse, gli elettori a togliere lacqua attorno ai pesci, a negare il consenso per riappropriarsi del diritto e della voglia di partecipazione. Per quanto riguarda il nostro impegno giornalistico, ritengo che: Sulla scorta del successo del lavoro su Ponza dobbiamo cominciare a pensare per dossier, per lavori specifici e monotematici. La tragedia di Casamicciola è un banco di prova: Raccogliere quanto pubblicato sulla tragedia di oggi, quelle del 1883 e del 1920 Documentare la trasformazione caotica e irresponsabile di questisola Riprendere le nostre vecchie battaglie contro il sacco dellisola, perché non accetto che la stampa continui a sostenere (giustamente) che labusivismo ha toccato grandi vette, che le spiagge sono state distrutte, che i boschi vengono incendiati dimenticando il lavoro svolto da un gruppo di cronisti, di persone sensibili che hanno fatto i don Chisciotte, sono stati vittime del potere, sono rimasti inascoltati e derisi, ma che però, dovrebbero essere almeno citati per lonestà intellettuale, per gli ideali che li hanno spinti a stare in prima fila e che li spingono a non mollare. Infine, ti comunico che sta per nascere lUNIVERSITA POPOLARE DELLA MEMORIA, (delle isole di Ischia e Procida o, alla luce della realtà di Ponza, delle isole?) una istituzione necessaria a garantire la distribuzione della memoria, per combattere chi in questo paese vuole la distruzione della propria memoria. Ne farai parte, spero. Saranno videoregistrate le testimonianze di chi è nato, al massimo, nel 1940; lavori che saranno divulgati in un apposito sito web, che andranno a far parte di pubblicazioni cartacee, che entreranno nelle scuole come nuovi strumenti di storia del territorio, degli usi, costumi, culture. Abbiamo il dovere di farlo. Io so di doverlo fare. Non so se gli altri lo sanno. Il tuo compagno canoista e compagno rosso, Gianni Vuoso Ischia, 13.11.2009
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