É un processo infiammatorio della mucosa bronchiale ad
evoluzione cronica e con un decorso caratterizzato da successive
riacutizzazioni. Durante la fase attiva vi può essere un modesto interessamento
dello stato generale, mentre i sintomi respiratori (tosse, espettorazione,
difficoltà respiratoria) sono sempre presenti. Gli intervalli liberi, di
parziale remissione della malattia, si fanno sempre più rari, mentre le lesioni
anatomiche si estendono progressivamente dai bronchi al tessuto polmonare
circostante e diventano infine irreversibili.
I batteri responsabili.
Fattori predisponenti sono sostanze irritanti tra cui il fumo
di tabacco, la polvere ed i gas dispersi nell'atmosfera, ma soprattutto le
infezioni delle vie respiratorie superiori rinofaringee. Lo studio della flora
batterica del catarro bronchiale ha messo molto spesso in rilievo la presenza
del diplococco della polmonite, dello stafilococco aureo e dello streptococco
emolitico. L' interessamento anatomico e funzionale dei bronchi è via via
crescente, a partire dai bronchi di calibro superiore fino ad interessare le
ramificazioni bronchiali di ordine inferiore ed i bronchioli. Successivamente
insorgono lesioni broncopolmonari irreversibili con dilatazioni di tipo
bronchiettasico (vedi bronchiettasia). Oltre alle forme diffuse, vi sono forme
che interessano i soli bronchi medi con fenomeni ostruttivi, oppure i soli
bronchioli e arrivano presto all'insufficienza respiratoria e circolatoria. La
bronchite acuta, anche se deve essere curata con decisione, è una malattia meno
grave di quella cronica, che può essere mortale. Si parla di bronchite cronica
quando un paziente, che ha sofferto per almeno due anni consecutivi di una tosse
invernale continua, con produzione di catarro, sta diventando gradualmente
sempre meno resistente alle infezioni respiratorie e ha il fiato corto per ogni
sforzo.